Serre solari e giardini d'inverno

Indugiare qualche secondo per lasciarsi scaldare da un raggio di sole, osservare le sfumature delle foglie di un albero, concedersi qualche minuto per catturare i colori del tramonto.

Forse non siamo stati i soli a sperimentare quanto possa mancare il contatto con la natura e per questo motivo abbiamo pensato di proporvi due soluzioni che ci aprono al paesaggio pur rimanendo all’interno della nostra abitazione. Si tratta dei giardini d’inverno e delle serre solari bioclimatiche.

Andiamo in ordine, sì, perché all’inizio si chiamavano Orangerie o, più italianamente: Limonaie. Erano strutture dotate di grandi vetrate costruite per ricoverare agrumi e piante esotiche di cui poter godere anche nei mesi invernali. I committenti erano uomini facoltosi o aristocratici amanti della botanica che, nel tempo, hanno trasformato un vezzo in una vera e propria forma di architettura della trasparenza.

  

 

Molte di queste opere sono continuamente sotto i nostri occhi: L’Orangerie e Les Halles di Parigi, la Galleria Vittorio Emanuele a Milano; altre no, come il Crystal Palace di Londa, ad Hyde Park, montato in occasione dell’esposizione universale del 1851 e poi completamente smontato.

  

chrystal palace

Inaugurazione dell’esposizione universale presieduta dalla regine Vittoria al Chrystal Palace, Londra 1 Maggio 1851

   

Dalla ricerca del nuovo e del prestigioso, oggi i motivi che ci spingono verso questa architettura sono cambiati e risiedono nella possibilità di rendere più piacevole, funzionale ed efficiente la permanenza nelle nostre case.
 

Il giardino d’inverno

 
Con questo nome suggestivo che ci riporta alla Belle Époque, si indica una struttura, solitamente addossata alle pareti dell’abitazione, fatta principalmente da materiale trasparente (normalmente il vetro) e da uno scheletro portante che può essere in acciaio, alluminio o in muratura.

 

giardino d inverno articolo studio lancri

  

Rappresenta un ambiente luminoso e fruibile anche nelle mezze stagioni, un luogo in cui ricoverare le piante in inverno e poter godere di uno spazio non riscaldato ma ugualmente gradevole. Qui si possono sistemare un salottino o una tavola da pranzo, con vista sull’esterno, meglio se un giardino.

È un’ottima soluzione soprattutto per le case già edificate e richiede prestazioni energetiche minime. Non rientra in nessun tipo di incentivo ma dà comunque un contributo climatico all’abitazione, basti pensare al beneficio che riceve la parete alla quale è fissata la struttura. Alle nostre latitudini è spesso orientato a Nord per sfruttare l’irraggiamento invernale e diminuire quello estivo, ma non esiste una regola sempre valida, dipende sempre dalle esigenze del committente, dalle caratteristiche dell’immobile e dal suo orientamento.

A livello catastale viene considerato come un vano aggiuntivo, sottoposto agli oneri di urbanizzazione. Chi intende costruire un giardino d’inverno deve pertanto assicurarsi di avere superficie accessoria residua nel proprio lotto.

I regolamenti variano sensibilmente da regione a regione a da comune a comune, quindi, prima di intraprendere i lavori, è bene affidarsi a un tecnico per le verifiche normative e la produzione di tutti i documenti.
  

giardino d inverno articolo studio lancri 2

  

La serra bioclimatica solare

La serra bioclimatica, chiamata anche pergola, veranda o tettoia, è l’evoluzione del giardino d’inverno, la sua ingegnerizzazione, per utilizzare un termine che a noi ingegneri piace molto!

   

Progetto bioedilizia con serra bioclimatica

Progetto di Studio Lancri: bifamigliare con serra bioclimatica.

  

A livello estetico assomiglia molto al giardino d’inverno ma sul piano funzionale è un vero e proprio impianto, un sistema passivo che sfrutta l’energia sempre disponibile del sole e non richiede altre per il suo funzionamento e migliora il comportamento energetico dell’abitazione.

La serra bioclimatica modella a tutti gli effetti il concetto di casa perché è parte integrante del progetto e rientra in un più ampia pratica costruttiva che è l’architettura bioclimatica, la quale crede che la buona progettazione sia quella che raggiunge la migliore prestazione e il massimo comfort al minor sforzo energetico. Per raggiungere questo risultato l’architettura bioclimatica studia la conformazione e il clima del territorio per sfruttarne l’energia naturalmente presente e limitare l’impatto ambientale dell’edificio durante tutto il suo ciclo di vita.

La serra bioclimatica, quindi, funziona al meglio se modellata in fase progettuale, ma questo non vuol dire che non si possa decidere di costruirla anche in un secondo momento.
 

Come funziona una serra bioclimatica solare?

Il principio fisico sul quale si basa la serra bioclimatica è l’effetto serra: il vetro si lascia attraversare dall’irraggiamento solare, il quale scalda la massa che incontra all’interno; proprio quello che sperimentiamo quando entriamo in macchina in una giornata invernale ma particolarmente soleggiata.
  

serra solare articolo studio lancri

 

Il funzionamento della serra bioclimatica è influenzato dall’irraggiamento stagionale e dall’orientamento, di conseguenza la buona progettazione risiede nella capacità di sfruttare al meglio questi due aspetti.

Se in inverno è necessario ottimizzare l’irraggiamento solare, d'estate, è necessario ombreggiare: si studiano schermature solari mobili o naturali (come alberi a foglia caduca), di forma e dimensioni adeguate alla latitudine in cui ci si trova.

Si dice che una serra solare sia preferibilmente esposta a Sud, ma l’orientamento deve tenere sempre conto dei reali apporti solari e della presenza di ombreggiamenti già esistenti (palazzi adiacenti, alberi, siepi). Non esiste quindi un orientamento giusto per tutti, ma un orientamento e un progetto funzionale ad ogni singola situazione.

Anche lo studio della ventilazione e della grandezza e posizionamento delle aperture è di vitale importanza, per non rendere la serra bioclimatica inabitabili nei mesi estivi. La ventilazione si ottiene grazie al posizionamento oculato di aperture e serramenti apribili che permettano l’uscita dell’aria calda e l’entrata di aria più fresca, se necessario.

È possibile anche creare quello che viene chiamato effetto camino che sfrutta il principio del gradiente termico per cui l’aria calda, più leggera, va verso l’alto e la fresca, più pesa, verso il basso.
  

Ok, ma quali sono i vantaggi di una serra bioclimatica?

Se avete scorso direttamente fino a questo paragrafo vi capiamo perché i vantaggi di una serra solare bioclimatica sono notevoli:

 

  • Riduce il fabbisogno energetico invernale e permette un risparmio in bolletta e nei costi ambientali. Per le pareti alla quale è addossata, inoltre, funziona come un cappotto termico.

 

  • Aumenta vivibilità e comfort perché aggiunge alla casa un ambiente luminoso e termoregolato, abitabile sia in estate che in inverno.

 

  • Aumenta il valore di mercato dell’abitazione senza aumentare la sua cubatura. Ciò è possibile perché la serra bioclimatica è considerata in molti comuni un vano tecnico, gratuitamente fruibile e non computabile nel volume totale dell’immobile.

 

  • Favorisce l’equilibrio psicofisico grazie al contatto più ravvicinato con la natura e alla possibilità di godere di un ambiente fortemente illuminato anche nei mesi invernali.

 

  • Rientra nell’Ecobonus con detrazione del 65% della spesa in dieci anni e in più, con l’arrivo del Superbonus, si può anche scegliere di cedere il credito o chiedere lo sconto in fattura.


Come per il giardino d’inverno, le normative regionali e comunali possono essere molto diverse fra loro e da un territorio a un altro, fermo restando che per la normativa nazionale, una serra solare, per essere tale, deve avere una cubatura inferiore o uguale al 15 per cento di quella utile della casa.

In molte regioni, affinché si possa usufruire del superbonus, la serra deve costituire un risparmio energetico non inferiore al 10% del totale.

Anche in questo caso, meglio affidarsi a un tecnico per orientarsi tra le normative e la produzione di documenti.

  

paul hanaoka

The Wayfarer's Chapel in Rancho Palos Verdes, California, USA foto di Paul Hanaoka

  

Orangerie e limonaie prima, giardini d’inverno e serre bioclimatiche poi, sono soluzioni che hanno sempre fatto parte dell’architettura pubblica e privata di tutta Europa. Da sempre, infatti, l’uomo sente la chiamata a vivere a contatto con la natura e questo legame deve esprimersi anche attraverso le forme abitative e alla progettazione di luoghi sempre più umanizzanti, capaci di (ri)stabilire un contatto.

Che tu voglia costruire o ristrutturare, è sempre un buon momento per pensare ad una serra bioclimatica.

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